Dati OCSE di ripresa

7 08 2009

Dopo le dichiarazioni del Primo Minisro Italiano alla conferenza stampa di stamani, sono andato alla ricerca dei dati Ocse.

La ricerca per documenti pubblicati in relazione al paese è stata infruttuosa, ma poi, tra le news, ho trovato questo Economic Outlook datato 28 giugno 2009, dal quale ho estrapolato alcuni dati.
La posizione del Pil Italiano non è pessima, anzi, l’Ocse prevede una ripresa dello 0,4% nel 2010, ma non siamo di certo la prima nazione, tenendo conto che Norvegia, Finlandia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia e Polonia hanno tassi di crescita previsti maggiori dei nostri.
Quanto al “Super Indice Italiano” dopo un po’ di ricerca sono riuscito a trovare un documento di oggi pubblicato dall’Ocse che effettivamente da all’Italia un ruolo da primatista: Il Composite Leading Indicator (perchè chiamarlo il super indice come se fosse un qualcosa di sovrumano?!), che cerca di stimare con una previsione a sei mesi con i movimenti delle curve economiche per ogni nazione membra dell’Ocse e per sei nazioni esterne, tenendo conto della produzione industriale di tutti i settori industriali eccetto le costruzioni (fonte: OECD).
Ci sarà da gioire? Vedremo.




Crisi Finanziaria

12 03 2009

Su Cottica.net ho trovato questo ineteressante che video che spiega in parole molto semplici quelli che sono in parte i fattori di una crisi finanziaria (questa in particolare). Molte volte alcune semplificazioni fuorviano la mente dei risparmatori che non sanno più che”pesci” prendere, e incolpano della crisi cose che non stanno nè in cielo nè in terra (qualcuno riesce addiitturaa dare la colpa alla sinistra italiana…).

The Crisis of Credit Visualized from Jonathan Jarvis on Vimeo.





Dal produttore al consumatore: reale beneficio?

8 01 2008
Proprio oggi guardavo il telegiornale ed i produttori di arance siciliani lamentavano che il prezzo al consumo dei prodotti ortofrutticoli che li riguardano è salito per colpa non loro, ma dei passaggi troppo lunghi tra la produzione ed il consumatore. Sono anni che lo sento dire ed in linea di massima non mi sono mai soffermato a pensare se ciò fosse veritiero e se non ci fossero altre facce della medaglia, limitandomi a constatare che, se da una stessa mela (o arancia in questo caso) ci devono guadagnare in cinque invece che uno solo, il prezzo per il consumatore non potrà che essere più alto. Ma stamani il mio senso critico doveva essere più alto del solito e, da buon bastian contrario come mamma mi ha fatto, ho provato a contraddire tale affermazione: risultato? Mi sono sorti una valanga di dubbi nella testa!!
Inizio a enumerarli:
  1. L’azienda che cerca di giungere direttamente al cliente supporta molti costi in più, soprattutto all’inizio dovendosi o dotare di un parco mezzi per il trasporto diretto o anche dando in outsourcing il trasporto, oltre al costo di uno studio logistico svolto da professionisti: siamo sicuri che le economie di scala che potrebbe raggiungere gli consentirebbero di abbattere i costi fissi e mantenere un prezzo del prodotto concorrenziale senza fallire?
  2. Si parla spesso di ridistribuzione del reddito e di occupazione: non potrebbe essere la presenza di più aziende lungo il canale distributivo un metodo di redistribuzione del reddito e di creazione di occupazione?
  3. Ultimamente è capitato che, nei canali lunghi, dato l’aumento del prezzo di un componente fondamentale nella produzione di un bene, il prezzo del bene stesso sia aumentato in modo meno che proporzionale o addirittura sia rimasto invariato. Questo è stato dovuto al fatto che chi costituisce la parte terminale della catena distributiva prima del consumatore ha assorbito l’aumento riducendo il proprio margine di guadagno. Chi fa fatto questo probabilmente l’ha fatto perchè riteneva l’aumento un’oscillazione momentanea del mercato, e quindi ha preferito non rischiare di creare invenduto (vedasi la teoria del surplus del consumatore). In questo caso, dunque, la maggior lunghezza del canale distributivo ha funzionato da ammortizzatore del prezzo: può essere questo un fattore positivo nella maggior intermediazione?

Se qualcuno volesse delucidarmi sarei ben contento.. effettivamente dopo quattro anni un po’ della mia economia politica potrei averla smarrita.