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11 01 2010

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Inserito originariamente da ruggiero_marco

the most beatiful kitten in the world! Lilwen





Wales Watersports: stimulation of the web 2.0 for tourism

17 11 2009

A small example of how Social Network interaction works and could produce good results for your business or your business area.
I received an e-mail telling me that Wales Watersports was following me on Twitter. All right, let’s see what kind of things does Wales watersport I said to my self: I check their twitter account and I see that they are looking for bloggers. Sorry? Looking for bloggers? Why is that? Ok, let’s check on their website. Mmmhh, is a website for the promotion of watersports and marine leisure tourism in Wales, and the company Wales Watersport International Ltd is appointed by Visit Wales (official website and a previous post) as its official marketing and promotional partner for the watersports and marine leisure tourism sector in Wales. They have a blog (still not very attractive, but I think they’re working on it: change the address –http://waleswatersports.blogspot.com/ – might be a good fist step) and a twitter account and what they’re doing is just look for people that want to share their experience so to create good content on the blog and (generally speaking) on the web. Good web responses, a good presence of an area and the activities offered can stimulate the demand and the touristic flow, operating at first on the brand knowledge (a problem for Wales as I’ve seen in my year here). That’s why actions to reduce the digital divide, to help people use internet and the social network to share their experience on the web are very important. The word of mouth power can be increased at the nth degree (Visit Wales understood that when they’ve opened Wales1000things, about three years ago).




Visit Wales and web 2.0: a public office working on Social Networks

10 11 2009

On Monday the 2nd of November I’ve been to the Third Tourism Summit, organized by the Wales Tourism Alliance. The summit was interesting for many different reasons, but I went there mainly because of the presence of the Visit Wales Digital Marketing Team. I followed from the beginning the experience of VisitBritain (here, in Italian) because it was a nice case of touristic promotion made by a government agency (considering how many problems Italy had with Italia.it), so I took the chance to see who’s behind Visit Wales, how they work and what they do. (here the explanation of what is Visit Wales in relation to the Welsh Assembly Government)

A big difference between VW ad VB is the domain .com. VW has changed his very first page in January 2009 to increase the usability and the content flexibility:
  • In VW.com the touristic offer is segmented in order to orientate the visitor to what he’s looking for: golf, walking, fishing, business, and the generic domain .co.uk. There is a section where people can choose the different languages (I might be offended because Italian is not present!) and great attention is paid to the social networks with links to the facebook, twitter and you tube accounts, even if there are no sharing links in the web-site contents;
  • In VB.com the page shows many countries’ flags re-directing the visitors to their language web-sites.
The first thing that impressed me when I’ve seen it was the simplicity, but is a shame that the same template is not available for the other languages. Perhaps this is because the best part of welsh tourism is from other UK countries (Usa and Canada as well I guess, considering the accurancy of the dedicated web sites). Apart from the German web site all the others are less attractive and structured. Wouldn’t be better to consider also other markets where the potential demand is high? As well the sentence in the middle of the page “For those looking for holidays in Britain, Wales has so much to offersuggests the subordination of the Welsh tourism to the British one.

Answering to the questions I wrote before, behind VW there are three functional departments, one of which includes the Digital Marketing Team. Lead by John Munro and Bethan Richards the orientation to the web2.0 is very high: a Facebook page with more than 47 thousands fans, a Twitter account with more than 15 hundreds followers, and a blog with topics about the holidays. Very important is the attention paid to the network they built: answers to the Twitter followers including documents from summits so to keep the customer loyalty and the web response high, increasing the brand awareness.
In the era of Social Networks the “word of mouth” communication has become “share” (just as the links you can find everywhere to post on FB, twitter, diggs, ect…) being there is important but much more important is to take part.. or share!
(more information on the digital team business framework, the action carried out by VW against the digital divide in the tourism promotion will follow soon)




Turismo e web: esperienza diretta in Wales

17 10 2009

Quando sono venuto a lavorare nel Regno Unito pensavo di lasciare un mondo (quello Italiano e Ligure nel particolare) arretrato in termini di relazioni tra turismo e web. Molte aziende turistiche, hotel in particolare, in Italia (e in Liguria, almeno per esperienza diretta) considerano ancora il web come un luogo dove essere presenti senza considerare però come essere presenti. Si limitano a costruire siti web qualcuno più carino con tanta animazione flash, altri meno carini, statici. Trovare un hotel che utilizzi i principi del web 2.0, che investa in questa direzione era, ahimé, cosa dura.

La cosa non è cambiata molto, nonostante sia ora in una nazione molto più aperta al web.
L’hotel per il quale lavoro è di proprietà di una famiglia, ma con una conduzione manageriale: i membri della famiglia sono nel consiglio di amministrazione, qualcuno di loro lavora nell’hotel come manager, ma per il resto tutto è mosso da un general manager esterno alla famiglia. La struttura organizzativa non differisce quindi molto da quella degli hotel che ho avuto modo di conoscere in Liguria (a parte per il modo di prendere decisioni, molto più aperto alla collaborazione di tutti i manager, rispetto ad un sistema unidirezionale come nella maggior parte delle azienda familiari italiane).
Ma parlare di web 2.0, di UGC, di social network è visto come uno spreco di tempo e risorse.
Ho trovato dei commenti online sull’hotel su siti di intermediari puri (non infomediari) e ho scoperto che né il general manager, né la responsabile del marketing (componente della famiglia) ne erano a conoscenza. Ma com’è possibile?
Una delle cose assurde è che perfino i membri della famiglia (per lo meno quelli che lavorano nell’hotel) hanno un account facebook, ma per loro il concetto di social network si ferma lì. Non ci sono link sul sito a nessun network di commenti di turisti, né delicious, né tripwolf, nessuno dei travel social network che potrebbero aiutare il turista (sia esso leisure o business) nella sua scelta (ovviamente avvicinandolo alla nostra struttura).
Da notare che questo hotel è anche l’unico 4 stelle della contea, una contea con un tasso di crescita economica tra i più elevati (almeno prima della crisi economica).
Percepire il web 2.0 come un rischio è stupido. Non collegando il sito a contenuti generati dall’utente non vuol dire che i contenuti non ci siano o non siano comunque facilmente raggiungibili. Il turista si informa prima di effettuare la sua scelta, anche se si tratta di una sola notte. Maggiore è la facilità a trovare commenti e maggiore sarà la propensione all’acquisto. I commenti on line devono essere gestiti come lo sono i commenti lasciati direttamente in hotel: uno spunto per migliorarsi e per stringere una maggiore relazione con il cliente. Molte aziende vorrebbero gestire il CRM in casa, di nascosto, senza considerare che ciò non è più possibile. Bisogna imparare a gestire la propria immagine usando la trasparenza.
Una delle paure maggiori è che i commenti possano essere generati da concorrenti con l’intenzione di rovinare il nome dell’azienda. E’ vero, potrebbe capitare. Ma non utilizzare i commenti come strumento di marketing non vuol dire far sparire i commenti, quelli continueranno ad esserci. Se ciò che fai lo fai bene, offri un servizio adeguato al prezzo richiesto e cerchi sempre di migliorarti, allora non c’è motivo di essere spaventati: aiutando i clienti soddisfatti a rilasciare commenti si controbilanceranno i commenti negativi, falsi o veri che siano (infondo ci sarà sempre qualcuno insoddisfatto, l’obiettivo è minimizzarne il numero).





Facebook e i “piccoli” media

21 09 2009
Notavo come FB abbia dato la possibilità ai “piccoli” media di raggiungere le masse.
Per esempio questa mattina leggo una nota di un mio contatto su una notizia relativa al vaccino antinfluenzale e allo stato di pandemia diramato dall’OMS. La nota è tratta da un articolo di un giornale online (EFFEDIEFFE) del quale io non avevo mai sentito parlare.
Cerco così sul sito informazioni sulla casa editrice e scopro che è un’azienda tutto sommato giovane (dal 1991) di marcato orientamento cattolico (caratteristica che contraddistingue il mio contatto in effetti), come essa stessa si definisce sul “chi siamo” del sito.
Magari definirla una casa editrice di nicchia è esagerato (non penso sia effettivamente così piccola), ma molta gente non avrebbe mai letto un articolo scritto su una rivista di una casa editrice cattolica se non fosse stato linkato su FB. Probabilmente molti di quelli che hanno letto l’articolo non si sono nemmeno posti la domanda di chi abbia scritto l’articolo e dove fosse pubblicato se non su FB. Magari qualcuno di quelli che l’ha letto si sarebbe addirittura rifiutato di leggerlo se avesse saputo chi lo pubblicava (con un atteggiamento per niente saggio, tra l’altro).
E invece tramite FB le notizie si diffondono in maniera più veloce siano queste vere, false, esagerate, allarmiste o semplicemente burle.
Pur essendo vero quello che riporta anche Zambardino su Repubblica, ossia che le persone tendono a raggrupparsi per interessi comuni e affinità (che questo possa essere usato anche a fini di marketing, lecito o meno che possa sembrare) e che quindi le informazioni tendono a diffondersi all’interno di cerchi, è pur vero che i vari e differenti cerchi sono connessi tra di loro per mezzo della moltiplicità di interessi che ogni persona ha. Ecco quindi che anche chi scrive per un ristretto gruppo di persone (tanto ristretto in questo caso non lo è, lo ammetto) ha la possibilità di essere letto e diffuso all’esterno del proprio cerchio.
Il passaparola funzonava già in assenza di internet e dei social cosi, ma con la loro diffusione è diventato più semplice, liberandolo dalle costrizioni mentali che si potevano avere.




Dati OCSE di ripresa

7 08 2009

Dopo le dichiarazioni del Primo Minisro Italiano alla conferenza stampa di stamani, sono andato alla ricerca dei dati Ocse.

La ricerca per documenti pubblicati in relazione al paese è stata infruttuosa, ma poi, tra le news, ho trovato questo Economic Outlook datato 28 giugno 2009, dal quale ho estrapolato alcuni dati.
La posizione del Pil Italiano non è pessima, anzi, l’Ocse prevede una ripresa dello 0,4% nel 2010, ma non siamo di certo la prima nazione, tenendo conto che Norvegia, Finlandia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia e Polonia hanno tassi di crescita previsti maggiori dei nostri.
Quanto al “Super Indice Italiano” dopo un po’ di ricerca sono riuscito a trovare un documento di oggi pubblicato dall’Ocse che effettivamente da all’Italia un ruolo da primatista: Il Composite Leading Indicator (perchè chiamarlo il super indice come se fosse un qualcosa di sovrumano?!), che cerca di stimare con una previsione a sei mesi con i movimenti delle curve economiche per ogni nazione membra dell’Ocse e per sei nazioni esterne, tenendo conto della produzione industriale di tutti i settori industriali eccetto le costruzioni (fonte: OECD).
Ci sarà da gioire? Vedremo.




Welsh pictures: Anglesey

8 07 2009

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Inserito originariamente da ruggiero_marco

Chi direbbe mai che questo è Galles? Invece è proprio così, a sud dell’isola di Anglesy (ma anche a nord, datemi solo il tempo di arrivarci!), nel nord-ovest della regione, ci sono spiagge magnifiche con onde e vento adatti per il kite surf.
Qui in particolare ci troviamo sulla spiaggia di Newborough (il tom tom non lo trovava con il nome inglese, abbiamo dovuto inserire quello gallese di Niwbwrch). Precisamente siamo sulla spiaggetta che a seconda delle maree scompare e che collega la spiaggia all’isoletta di Llanddwyn.
p.s.: l’acqua era calda e sono riuscito perfino a spellarmi!
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