Facebook e i “piccoli” media

21 09 2009
Notavo come FB abbia dato la possibilità ai “piccoli” media di raggiungere le masse.
Per esempio questa mattina leggo una nota di un mio contatto su una notizia relativa al vaccino antinfluenzale e allo stato di pandemia diramato dall’OMS. La nota è tratta da un articolo di un giornale online (EFFEDIEFFE) del quale io non avevo mai sentito parlare.
Cerco così sul sito informazioni sulla casa editrice e scopro che è un’azienda tutto sommato giovane (dal 1991) di marcato orientamento cattolico (caratteristica che contraddistingue il mio contatto in effetti), come essa stessa si definisce sul “chi siamo” del sito.
Magari definirla una casa editrice di nicchia è esagerato (non penso sia effettivamente così piccola), ma molta gente non avrebbe mai letto un articolo scritto su una rivista di una casa editrice cattolica se non fosse stato linkato su FB. Probabilmente molti di quelli che hanno letto l’articolo non si sono nemmeno posti la domanda di chi abbia scritto l’articolo e dove fosse pubblicato se non su FB. Magari qualcuno di quelli che l’ha letto si sarebbe addirittura rifiutato di leggerlo se avesse saputo chi lo pubblicava (con un atteggiamento per niente saggio, tra l’altro).
E invece tramite FB le notizie si diffondono in maniera più veloce siano queste vere, false, esagerate, allarmiste o semplicemente burle.
Pur essendo vero quello che riporta anche Zambardino su Repubblica, ossia che le persone tendono a raggrupparsi per interessi comuni e affinità (che questo possa essere usato anche a fini di marketing, lecito o meno che possa sembrare) e che quindi le informazioni tendono a diffondersi all’interno di cerchi, è pur vero che i vari e differenti cerchi sono connessi tra di loro per mezzo della moltiplicità di interessi che ogni persona ha. Ecco quindi che anche chi scrive per un ristretto gruppo di persone (tanto ristretto in questo caso non lo è, lo ammetto) ha la possibilità di essere letto e diffuso all’esterno del proprio cerchio.
Il passaparola funzonava già in assenza di internet e dei social cosi, ma con la loro diffusione è diventato più semplice, liberandolo dalle costrizioni mentali che si potevano avere.
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