Vita Nuova, problemi vecchi

5 12 2007
Sono sparito per un po’ e me ne scuso. Purtroppo sono stato impegnato a laurearmi (il 16 di novembre ho conseguito la tanto agognata Laurea in Economia e Gestione dei Servizi Turistici) e, appena finito, ho iniziato a lavorare per una agenzia di viaggio mentre continuo con i miei progettini. Il lavoro l’ho accettato per due motivi:
1- non avevo uno stipendio garantito, cosa che mi lasciava molto in ansia, dovendo pagare un affitto abbastanza alto e dovendo vivere, quindi continuo con i soliti progetti e lavoro 6 ore al giorno (abbastanza poco no?) in agenzia;
2- per poter lavorare nel turismo nel modo in cui voglio fare nel futuro devo conoscere più aspetti possibili del turismo, dalle politiche al fuinzionamento di un Tour Operator o di un’Agenzia di Viaggi.
La tesi che ho discusso riguarda la creazione di un club di prodotto nel contesto savonese. Un Club di Prodotto altro non è che l’offerta di un prodotto particolare in una determinata area ad opera di più soggetti. Per intenderci se più ristoranti, parlandosi, decidessero di avviare un’operazione pubblicitaria per far conoscere le bontà che il loro territorio offre e che loro sanno sapientemente lavorare e dividono le spese di tale operazione, proponendosi al pubblico come cliente potenziale come una unica offerta, allora avrebbero dato vita ad un CLUB DI PRODOTTO GASTRONOMICO.
Ma un club di prodotto può anche essere un Club dove più fornitori di diversi servizi si uniscono per offrire al cliente un prodotto turistico strutturato (composto cioè da diviersi servizi): per esempio i clienti di un hotel che usufruiscono di servizi di autonoleggio o che possono recarsi al golf club o ancora che possono seguire dei corsi di diving. Il club garantirebbe al cliente la massima facilità di accesso alle informazioni, oltre che uno sconto privilegiato.
Uno dei problemi è però rappresentato dall’area di interesse, cioè il Savonese: un’area che ha da sempre una forte vocazione turistica ma che da una parte risente della crisi strutturale del comparto e dall’altra non sa più riconoscere questa sua vocazione. Gli interessi economici di una parte dell’area rischiano di rendere vani gli sforzi ed i sacrifici del resto del contesto. Se poi ci aggiungiamo che l’arma eletta a cavallo di battaglia dell’area è di natura pubblica (il Sistema Turistico Locale) e quindi i tempi per la sua realizzazione sono i tempi standard delle amministrazioni pubbliche (notoriamente non celeri) allora il gioco è fatto e la partita per il rilancio inizia con un punteggio negativo.
Abbiamo ripetuto più volte che ci vuole sistema nel turismo. Ma il sistema deve garantire celerità nelle sue mosse. Se parliamo di strutture snelle ma poi ci ritroviamo con più di 10 persone a prendere ogni minima decisione e centinaia per le grandi decisioni (e non parlo di tecnici) allora abbiamo fatto il contrario di ciò che abbiamo promesso e sul quale le persone avevano posto la loro fiducia. I Sistemi Turistici Locali possono funzionare, non lo stanno facendo perchè quelli che sono nati non hanno rispecchiato l’idea originale di STL. Troppo peso si è dato alla voce di chi del turismo non si interessa ma pensa solo ad interessi propri e di categoria.
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Le cartine?… FINITE!

3 09 2007
Quanto sono importanti le cartine turistiche di una provincia e del suo capoluogo?
Beh, dipende dal tipo di città di cui parliamo, anche se, in linea generale, lo sono un po’ per tutte. Se poi parliamo di una provincia come Savona, nelle prime 10 province italiane per presenze turistiche, la questione si fa un po’ più pressante. Come sia possibile che una città (o forse sarebbe meglio dire una provincia) come Savona rimanga senza cartine turistiche, è ancora un mistero, ma è quello che è successo.
Sono venuto a conoscenza del fatto che molti alberghi sono rimasti sprovvisti di dette cartine, molto utili per i turisti che non vogliono solo andare al mare, ma sono interessati anche alle altre attrattive della zona, e che lo sono da quasi due mesi: rapido calcolo, oggi è il 3 di settembre… addio informazioni via cartina per tutti i turisti estivi!
Ad aggravare il problema, il fatto che prima le cartine venivano date… 10 copie per volta! Potete capire cosa se ne fa un albergo, in piena stagione, di 10 cartine!
Riepiloghiamo gli avvenimenti: la promozione turistica è di competenza delle province; dal 2006 gli APT, che si sono sempre occupati della distribuzione delle cartine (e nono solo, per fortuna!), devono chiudere per far spazio ai futuri Sistemi Turistici Locali; il 15 di luglio nasce formalmente l’agognato STL Italian Riviera; già da un po’ prima, le cartine erano finite.
Una spiegazione dell’avvenimento potrebbe essere che hanno preferito esaurire le cartine precedentemente stampate, senza il logo del nuovo STL. ma per una questione di stile far perdere dei turisti per le vie della città perchè sprovvisti della cartina, mi sembra un po’ esagerato.
Scherzi a parte, in alcuni hotel si disegnano le vie a penna su dei fogli bianchi per indicare ai turisti dove si trova la stazione ferroviaria, o il porto, o la fortezza del Priamar (come scrive lo stesso Davide Gomba sul suo blog). L’immagine che ne esce della provincia intesa come “contesto turistico omogeneo (o integrato?!)” è pessima, in barba all’organizzazione turistica.
Speriamo solo, oltre al fatto che escano al più presto le nuove cartine, che questo problema sia “di competenza” della vecchia organizzazione turistica e non del nuovo STL, perchè se “chi ben comincia, è a metà dell’opera”… noi abbiamo ancora un’infinità di lavoro!
Chissà, magari è stato solo uno scherzo delle amministrazioni, che hanno voluto imitare Balbotin:
“Le cartine??… FINITE!!




Turismo e Savona

7 07 2007

Sono state pubblicate on-line le statistiche relative al movimento turistico in provincia di Savona, redatte dalla Camera di Commercio.
Cresce la domanda turistica nel suo complesso, soprattutto negli esercizi complementari (come i campeggi, gli agriturismi ed i bed&breakfast) e si conferma il mercato tedesco come il più redditizio, oltre che fedele.
Aumenti percentuali di rilievo (ma non in valori assoluti), si registrano dai paesi dell’Est Europeo (Croazia, Romania, Lituania), mentre è forte la diminuzione dei Cinesi (davvero strano a dirsi, bisognerebbe analizzare meglio il caso, per comprendere se è una riduzione di natura temporanea dovuta per esempio al tasso di cambio svantaggioso o se c’è un calo strutturale della domanda).
Ho approfondito invece il calo Svizzero, andando subito a verificare se la riduzione potesse essere causata da un rafforzamento del cambio EUR/CHF, e ne è risultato che sì, il calo potrebbe derivare dalla perdita di valore del Franco Svizzero, che in un anno ha perso il 3,9% (dati fxtop).
Ovviamente questo non spiega totalmente il calo, ma in parte lo giustifica.
La perfomance del 2006 ci fa uscire dal brutto calo subito nel 2004/2005, e se il 2007 confermasse il trend il Savonese tornerebbe ad essere una delle maggiori province italiane quanto a vocazione turistica.

Ovviamente sarebbe molto bello se in questo contesto un forte peso lo assumesse il neonato STL “Italian Riviera”. Per la notizia della nascita ringrazio Roberta Milano, la quale si può rassicurare perchè, il giorno della presentazione della bozza del STL, l’assessore Scrivano asserì che il dominio “italianriviera”, in tutte le sue estenzioni, era già da tempo in possesso della “lungimirante” Provincia di Savona. VEDREMO…